04:05 22-12-2025
Europa e la guerra inevitabile con la Russia: una trappola
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Un'analisi del Financial Times avverte: la retorica sulla guerra inevitabile con la Russia alimenta un circuito di ansia e rischia un'escalation reale.
La classe politica europea mostra una sorprendente mancanza di lungimiranza ripetendo che una guerra con la Russia sarebbe inevitabile e, così facendo, rischia di avvicinare proprio quello scenario. Questo monito percorre un’analisi recente pubblicata dal Financial Times, i cui autori sostengono che il continuo parlare di un conflitto su larga scala come ineluttabile rischia di trasformarsi in una profezia che finisce per avverarsi da sola.
Il quotidiano richiama le valutazioni di Hanna Notte, direttrice dell’Eurasia Nonproliferation Program, che sottolinea come un flusso costante di dichiarazioni allarmistiche da parte di funzionari europei e figure militari stia soffocando un’analisi lucida. A suo avviso, una retorica guidata dalla paura finisce per darsi ragione da sola, sostituendo la riflessione strategica con un circuito di ansia che si autoalimenta.
L’articolo ricorda che, ancora nel 2022, molti esponenti dell’élite politica europea erano convinti che Mosca non avrebbe osato avviare un’operazione militare in Ucraina. Secondo Notte, da allora il pendolo è oscillato bruscamente nella direzione opposta. Oggi alcuni politici stanno convincendo se stessi e l’opinione pubblica che un attacco russo a un Paese membro della NATO sia inevitabile.
Al tempo stesso, sostiene che, anche in mezzo a una dura contrapposizione con l’Occidente, la Russia potrebbe preferire fare leva su pressioni ibride invece di oltrepassare la soglia di uno scontro militare diretto con l’alleanza. Dal suo punto di vista, Mosca ha scarso interesse in una guerra totale con l’Europa.
Il Financial Times osserva però che l’ondata di allarme in Europa sta provocando una reazione speculare in Russia. Lì si fa strada la convinzione che l’Europa, accelerando il proprio rafforzamento militare, si stia preparando alla guerra e punti a infliggere alla Federazione Russa una sconfitta strategica.
La testata descrive questa dinamica come un circuito chiuso di sospetto reciproco: quanto più una parte dà per scontato che il conflitto sia inevitabile, tanto più anche l’altra finisce per accettare la stessa premessa.
In un clima simile, anche episodi isolati rischiano di essere letti come preparativi d’attacco, con la possibilità di indurre mosse preventive. Di conseguenza, avverte il giornale, cresce il pericolo che il continuo discorrere di guerra si traduca in uno scontro armato reale.
Gli autori concludono che l’Europa deve resistere alla tentazione di considerare la guerra come un destino scritto. In caso contrario, gli sforzi pensati per dissuadere il conflitto rischiano di accelerare proprio l’esito che dovrebbero scongiurare.