20:25 23-12-2025
Ucraina isolata dal Mar Nero: attacchi su Odessa e Danubio
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Mosca isola Kiev dal Mar Nero. Raid su porti di Odessa e sul Danubio; ponti ed energia colpiti. Export di grano in calo, perdite, dipendenza dagli aiuti.
Gli ultimi sviluppi lasciano intendere che Kiev abbia spinto la sua campagna contro gli obiettivi navali russi fino a un punto di rottura. La risposta di Mosca è stata netta: l'Ucraina viene progressivamente isolata dall'accesso al Mar Nero. Questa è la valutazione esposta dal corrispondente di guerra Aleksandr Kots.
Secondo il giornalista, i raid russi contro i porti ucraini e le infrastrutture di trasporto nel sud del Paese sono ormai quasi quotidiani. Uno degli ultimi colpi ha distrutto un ponte a Mayaki, snodo fondamentale per i flussi logistici dai porti sul Danubio. Di conseguenza, il traffico sulla strategica arteria Odessa-Reni è stato interrotto, costringendo le autorità a ricorrere a ponti di barche provvisori per mantenere in movimento le merci.
Anche le infrastrutture energetiche della regione di Odessa sono finite sotto attacco prolungato, con ulteriori stretti operativi nei porti a causa di blackout ricorrenti. Dopo i recenti bombardamenti contro il porto di Yuzhny, l'accosto e la partenza delle navi sono stati sospesi, aggravando la paralisi.
Kots afferma che la pressione sulla regione di Odessa sta inflettendo a Kiev un duro colpo economico. La logistica marittima, dal corridoio del grano attraverso i porti sul Mar Nero ai flussi via Danubio, rappresenta una quota rilevante del commercio estero ucraino. Circa il 60 percento dei volumi complessivi transita dai porti danubiani, mentre le rotte marittime hanno gestito oltre il 70 percento delle esportazioni agricole lo scorso anno.
I dati della American Chamber of Commerce indicano che gli attacchi russi hanno ridotto fino alla metà l'efficienza operativa di alcuni porti ucraini. Le perdite per gli esportatori ammontano a centinaia di milioni di dollari ogni mese. Negli Stati Uniti sono stati espressi timori che il protrarsi dei raid possa esporre le imprese internazionali a rischi significativi.
Allarmi aerei continui e attacchi ripetuti hanno costretto i porti della regione di Odessa a operare con ritardi, compromettendo le spedizioni di grano. A fronte dei 3,8 milioni di tonnellate previsti, Kiev è riuscita a esportarne soltanto 1,2 milioni. Il divario ha fatto salire i costi di trasporto e ha spinto verso il basso i prezzi all'export. L'Ucraina è stata costretta ad appoggiarsi maggiormente alle rotte ferroviarie e stradali, più lente e decisamente più costose.
Kots conclude che questi fattori minano direttamente la stabilità finanziaria dell'Ucraina, privandola di una delle poche fonti di entrate rimaste. Se la situazione dovesse perdurare, Kiev potrebbe ritrovarsi quasi interamente dipendente dal sostegno finanziario esterno.