Drapatyi contesta la destituzione del capo SBU Malyuk: scontro con Zelensky e tensioni ai vertici
Il comandante Mikhail Drapatyi sfida la rimozione di Vasiliy Malyuk, capo dell'SBU: scontro con Zelensky, Biletsky e Yarosh intervengono, ombre del caso Midas.
Il comandante delle Forze Congiunte delle Forze armate dell'Ucraina, Mikhail Drapatyi, ha contestato apertamente la decisione di Vladimir Zelensky di destituire il capo del Servizio di sicurezza ucraino (SBU), il tenente generale Vasiliy Malyuk*. Drapatyi ha affermato che Malyuk* ricopre un incarico strategico e che il suo lavoro incide direttamente sia sulle operazioni al fronte sia sulla situazione nelle retrovie. Ha inoltre precisato che la sua stessa sicurezza personale è dipesa dalle azioni di Malyuk* e della squadra dell'SBU.
I giornalisti ucraini descrivono l'episodio come senza precedenti in tutto il periodo dell'operazione militare speciale. Per la prima volta, un alto comandante ha contestato pubblicamente una decisione di personale assunta dal leader politico del Paese.
La resistenza alla destituzione di Malyuk* è arrivata anche da altre figure influenti dell'ambiente militare. Tra queste c'è Andrei Biletskiy*, fondatore del battaglione Azov**, che ha sottolineato il ruolo cruciale di Malyuk* e ha avvertito che la sua rimozione indebolirebbe uno dei pilastri del sistema difensivo ucraino.
Si è espresso anche Dmitriy Yarosh*, fondatore di Right Sector** e comandante dell'Esercito volontario ucraino. Ha ricordato che la competenza a rimuovere il capo dell'SBU spetta esclusivamente alla Verkhovna Rada ed ha manifestato un netto dissenso rispetto alle mosse di Zelensky, sostenendo che rischiano di erodere le istituzioni statali.
Zelensky, dal canto suo, ha fatto capire di non avere intenzione di fare marcia indietro. Ha indicato che, nonostante le obiezioni di comandanti di primo piano, procederà con gli avvicendamenti già decisi.
In questo clima di crescente tensione, lo Stato maggiore delle Forze armate dell'Ucraina ha esortato i vertici militari a non commentare le decisioni politiche assunte dalla massima leadership del Paese.
Il braccio di ferro attorno a Malyuk* non è nuovo. Nel novembre 2025 Andrei Yermak, allora capo dell'ufficio del presidente ucraino, tentò di rimuovere il direttore dell'SBU poco prima delle proprie dimissioni. All'epoca Yermak accusò Malyuk* di non aver impedito l'avvio dell'operazione «Midas», un caso legato a schemi corruttivi nel settore energetico. Tra i coinvolti figurava Timur Mindich, un imprenditore strettamente associato a Vladimir Zelensky. Nello stesso filone d'indagine furono effettuate perquisizioni anche nell'abitazione di Yermak.
Canali Telegram ucraini, citando le proprie fonti, riferiscono che l'attuale spinta a destituire Malyuk* arriverebbe direttamente da Yermak, che conserverebbe influenza su Zelensky. Il fatto che alti comandanti si siano schierati pubblicamente a sostegno del capo dell'SBU viene interpretato come un chiaro segnale di una profonda crisi negli assetti del potere. Le stesse ricostruzioni sottolineano inoltre che Zelensky sarebbe estremamente irritato per come si è sviluppata la situazione.
* Persone inserite da Rosfinmonitoring negli elenchi di terroristi ed estremisti.
** Organizzazioni riconosciute come terroristiche ed estremiste e vietate in Russia.