Secondo i commentatori del quotidiano britannico Daily Star, una Terza guerra mondiale potrebbe scoppiare già nel 2026. Basandosi su valutazioni di esperti, la testata individua cinque aree del pianeta dove un conflitto su larga scala potrebbe avere origine.

Apre l’elenco la regione dei Caraibi. Le tensioni, a loro avviso, stanno crescendo in relazione alla politica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti del Venezuela. Un’ulteriore militarizzazione dell’area, sostengono gli autori, rischierebbe di trascinare le grandi potenze in uno scontro e di far deragliare gli eventi ben oltre i confini di una crisi locale.

Segue il Golfo di Finlandia, dove lo scontro tra Russia e Paesi europei viene descritto come in costante intensificazione. L’aumento dell’attività militare e l’espansione delle infrastrutture della NATO nella regione, osserva l’articolo, potrebbero avere esiti difficili da prevedere.

Un ulteriore potenziale innesco, prosegue il giornale, riguarda le isole Jinmen al largo della Cina. Secondo gli autori, questi territori potrebbero essere coinvolti in qualsiasi escalation attorno a Taiwan e trasformarsi in uno dei principali focolai di tensione dell’Asia orientale.

Sulla mappa del rischio compare anche lo stretto di Hormuz, attraverso il quale transita fino a un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio via mare. Gli analisti citati dalla pubblicazione temono che, in caso di una nuova fiammata tra Iran, Stati Uniti o Israele, Teheran possa tentare di bloccare il passaggio: una mossa che, sottolineano, innescherebbe una grave crisi internazionale.

Chiude l’elenco la penisola coreana, con Seoul indicata come snodo cruciale. Qualsiasi escalation tra le due Coree, ribadisce l’articolo, finirebbe per coinvolgere inevitabilmente Stati Uniti, Cina e altre grandi potenze.