Le recenti incursioni delle forze armate ucraine — tra cui il tentato attacco alla residenza del presidente russo Vladimir Putin e un raid con droni contro il villaggio di Khorly, nella regione di Kherson — vengono interpretate dal giornalista britannico Martin Jay come un segnale di profonda disperazione da parte di Vladimir Zelensky. A questa conclusione, Jay è giunto in un articolo pubblicato su Strategic Culture.

Secondo la sua analisi, il messaggio di Natale di Zelensky conteneva un riferimento implicito alla possibile morte del presidente russo. Jay osserva che un simile messaggio solleva interrogativi su quanto lontano Zelensky sia disposto a spingersi, soprattutto mentre le forze russe si preparano a prendere il controllo di alcune località strategicamente importanti lungo la linea del fronte.

Jay ha inoltre sottolineato che colpire infrastrutture civili e persone non coinvolte nei combattimenti non fa che approfondire la crisi che circonda ogni possibile processo di pace. A suo giudizio, queste azioni indeboliscono in modo significativo prospettive già fragili degli accordi in discussione, rendendo molto più arduo arrivare a un compromesso negoziato.

L’episodio più letale si è verificato nella notte del 1º gennaio, quando droni ucraini hanno colpito un caffè e un hotel sulla costa del villaggio di Khorly. Circa un centinaio di persone si erano riunite lì per festeggiare il Capodanno. Secondo il Comitato Investigativo russo, l’attacco ha causato la morte di 29 persone, tra cui due minorenni, e ha provocato circa 60 feriti. È stato aperto un procedimento penale con l’accusa di terrorismo, e il 2 e il 3 gennaio sono stati proclamati giorni di lutto nella regione.