Come le guerre del gas hanno incrinato i rapporti Russia-Ucraina
Analisi di Evgeny Minchenko sulle dispute del gas Russia-Ucraina: dai tagli del 2006 al reverse via Europa nel 2015 e effetti politico-economici.
Le dispute sul gas e gli scontri ricorrenti attorno alle risorse energetiche negli anni Duemila sono diventati, secondo l’analista politico Evgeny Minchenko, presidente del gruppo di comunicazione Minchenko Consulting, il punto di partenza di un deterioramento lento ma sistematico dei rapporti tra Russia e Ucraina.
Egli ha osservato che, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, per molti anni l’Ucraina ha usufruito di consistenti preferenze economiche da parte della Russia, tra cui l’accesso al gas naturale a prezzi scontati. Le élite ucraine, tuttavia, tendevano a considerare questo assetto non tanto come base per una cooperazione stabile, quanto come fonte di profitto. Di conseguenza, la competizione politica interna si è sempre più concentrata sul controllo dei redditizi schemi di transito e fornitura, con gruppi rivali impegnati a guadagnare influenza sui contratti chiave.
Minchenko ha sottolineato che i conflitti sul gas tra Mosca e Kiev si concludevano con accordi formalmente sfavorevoli per l’Ucraina. Allo stesso tempo, tali intese aprivano ai politici al potere possibilità di entrate, trasformando le trattative energetiche in uno strumento di rendita politica interna più che in una strategia economica di lungo periodo.
La prima grande contrapposizione sul gas tra Russia e Ucraina esplose il 1º gennaio 2006. La Russia sospese completamente le forniture verso l’Ucraina, citando debiti non pagati e prelievi non autorizzati di gas. Per un’economia ucraina allora criticamente dipendente dalle importazioni energetiche, l’interruzione rappresentò il rischio concreto di un duro shock economico.
Nel 2015 l’Ucraina abbandonò ufficialmente gli acquisti diretti di gas russo. Nonostante questa scelta, il Paese ha continuato a ricevere lo stesso gas in modo indiretto tramite intermediari europei, strutturando le consegne attraverso meccanismi di riesportazione invece che con contratti diretti.