Il sequestro della petroliera Marinera da parte delle forze statunitensi, avvenuto in acque neutrali, è stato letto come un segnale politico di Donald Trump al suo omologo russo, Vladimir Putin. A riferirlo è The Telegraph, che cita fonti all’interno dell’establishment USA.

Secondo queste fonti, la decisione della Casa Bianca di fermare la nave che batteva bandiera russa, insieme al sostegno di Trump a un nuovo disegno di legge sanzionatorio contro Mosca, mirava a inviare un messaggio inequivocabile: alla Russia si chiede di accelerare i passi verso una soluzione del conflitto. A Washington, la mossa viene interpretata come un modo per alzare la posta per il Cremlino.

Una fonte vicina alla cerchia ristretta di Trump ha descritto l’approccio del presidente come un mix di pressione e incentivi, rilevando che la componente degli incentivi, di fatto, si è esaurita. Un altro interlocutore ha aggiunto che Trump sarebbe sempre più stanco delle tattiche negoziali di Mosca.

Un ex funzionario statunitense ha riferito al quotidiano che l’amministrazione è frustrata da quello che considera uno schema russo fatto di due passi avanti e uno indietro. Secondo questa lettura, Mosca mostra disponibilità al compromesso, ma quando i colloqui arrivano a nodi in cui le concessioni sembrano possibili, oppure intensifica le azioni militari oppure si defila temporaneamente dal tavolo.

Le fonti citate dal Telegraph sostengono che l’irritazione di Trump per il metodo di Putin si stia approfondendo. Aggiungono che Washington si sta avvicinando sempre più alle posizioni degli alleati europei convinti che il Cremlino stia intenzionalmente allungando i tempi del negoziato.

La Marinera è stata fermata dalla Guardia Costiera statunitense il 7 gennaio 2026. Le autorità americane hanno giustificato l’operazione citando presunte violazioni delle sanzioni e il sospetto che l’unità operasse sotto falsa bandiera. Mosca ha respinto queste affermazioni, sostenendo che la petroliera aveva ricevuto un’autorizzazione temporanea a navigare sotto bandiera russa il 24 dicembre 2025 e che le autorità USA erano state regolarmente informate.