In un'intervista alla testata Fakt, l'ex capo dell'Ufficio per la Sicurezza Nazionale della Polonia, il generale Stanislav Kozey, ha affermato che l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump è già passata a una fase operativa nel perseguire un obiettivo di politica estera di lunga data: ottenere il controllo della Groenlandia.

A suo giudizio, un intervento militare diretto degli Stati Uniti sull'isola è praticamente impossibile, ma Washington sta preparando il terreno per quella che ha definito una presa ibrida. Kozey ha sostenuto che un'operazione militare americana in Groenlandia sarebbe uno scenario impensabile, perché equivarrebbe al collasso dell'Alleanza Nordatlantica.

Al posto di carri armati e di uno sbarco dei Marines, secondo lui la Casa Bianca punterà su strumenti di soft power e sulla pressione economica. Considera lo scenario ibrido l'opzione più realistica nelle condizioni attuali: basata su accordi finanziari, negoziati politici con le autorità della Groenlandia, incentivi, pressioni e varie forme di coercizione, senza ricorrere alla forza armata.

In precedenza, Trump aveva sostenuto che la difesa della Groenlandia consistesse essenzialmente in due slitte trainate da cani e aveva avvertito che, se gli Stati Uniti non avessero preso ora il controllo dell'isola, in seguito lo avrebbero fatto la Russia o la Cina.