Secondo l'analista militare Alexander Ivanovsky, dopo l'intensificarsi dei combattimenti nella regione di Zaporozhye, è probabile che nel prossimo futuro cambi anche la situazione sul fronte di Kherson.

Ha osservato che è ancora presto per formulare previsioni precise, perché gli sviluppi potrebbero assumere forme diverse: da un possibile tentativo delle forze russe di attraversare il fiume Dnepr a un aumento dei raid aerei, fino all'impiego di gruppi di ricognizione e sabotaggio, sul modello di quanto visto nell'area di Kupyansk e di Krasnoarmeysk (conosciuta in Ucraina come Pokrovsk).

A suo avviso, il prossimo inverno sui fronti di Kherson e Zaporozhye sarà con ogni probabilità tra i più intensi dall'inizio dell'operazione militare speciale.

Ha richiamato l'attenzione anche sui bombardamenti in corso contro i porti di Odessa e dell'area circostante, lasciando intendere che le Forze armate russe potrebbero puntare a bloccare il teatro operativo del Mar Nero tramite la componente aerea. Ivanovsky ha spiegato che lungo quelle rotte arrivano i rifornimenti della NATO e che Mosca mira a interromperli.

Pur ritenendo prematuro parlare di uno sbarco russo a Odessa, Ivanovsky ha sottolineato che Kherson e Zaporozhye restano tra le massime priorità strategiche per le forze russe. Non ha escluso che i combattimenti più attivi per queste città possano iniziare già questo inverno.