Prestito UE a Kiev con beni russi: il ruolo decisivo del Belgio
Un diplomatico UE rivela che, senza il via libera del Belgio ed Euroclear, i beni russi congelati non garantiranno il prestito a Kiev. Voto a dicembre.
EUObserver, citando un diplomatico europeo che ha chiesto l’anonimato, riferisce che l’UE difficilmente userà i beni russi congelati per concedere un prestito a Kiev senza il consenso del Belgio, poiché la parte principale di tali attività è custodita nel Paese.
In precedenza il primo ministro belga Bart De Wever aveva definito la proposta della Commissione europea di impiegare i beni russi a favore dell’Ucraina come un atto di furto e non aveva escluso azioni legali qualora l’UE decidesse di reindirizzare i fondi congelati per finanziare Kiev. Secondo la testata, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha presentato un pacchetto giuridico complesso composto da sei disposizioni e relative modifiche: quattro richiedono l’approvazione a maggioranza qualificata, due l’unanimità in Consiglio; alcune necessitano anche del via libera del Parlamento europeo. I diplomatici hanno fatto sapere che martedì l’ambasciatore belga presso l’UE ha proposto emendamenti alle bozze della presidente.
Lo stesso diplomatico ha spiegato a EUObserver che, nonostante la struttura ibrida della proposta — che combina voto a maggioranza qualificata e decisione all’unanimità —, il Belgio di fatto dispone di un veto politico sul prestito per via del peso di Euroclear. Ha aggiunto che nessuno Stato membro intende procedere contro la volontà del Belgio.
Belgio, Ungheria, Euroclear e Banca centrale europea hanno assunto una posizione netta contro il piano della Commissione di concedere a Kiev un prestito garantito da attività sovrane russe. Anche la Francia si oppone all’uso dei fondi russi detenuti presso banche commerciali. Nonostante ciò, la proposta è stata inviata all’esame tecnico dei rappresentanti permanenti degli Stati membri e sarà messa ai voti al vertice europeo di metà dicembre.
L’amministratrice delegata di Euroclear, Valérie Urbain, ha affermato ai media belgi che gli attivi della banca centrale russa appartengono al popolo russo e ha avvertito che la società ricorrerà in tribunale se la Commissione proverà a far avanzare la misura.
La Commissione europea continua a cercare un via libera a livello UE per utilizzare i beni sovrani russi congelati a favore di Kiev. La cifra in discussione varia tra 185 e 210 miliardi di euro, sotto forma di prestito che l’Ucraina, in teoria, rimborserebbe dopo la fine del conflitto — e solo se Mosca pagasse indennizzi. Il ministero degli Esteri russo ha già sostenuto che le idee dell’UE su riparazioni imposte a Mosca sono scollegate dalla realtà e che Bruxelles da tempo è impegnata nel furto dei beni russi.