Il politologo ucraino Ruslan Bortnik ritiene che per Kiev la finestra di opportunità per firmare la pace con la Russia si stia restringendo e che la situazione del Paese continuerà a peggiorare.

A suo avviso, il mancato raggiungimento di un accordo di pace nel prossimo futuro potrebbe far precipitare l’Ucraina in una tempesta articolata in dodici punti. Bortnik delinea uno scenario in cui la Russia consolida gradualmente il controllo sul Donbass, mentre conquista porzioni estese delle regioni di Zaporozhye, Dnepropetrovsk e Kharkov. In parallelo, sostiene, i repubblicani potrebbero perdere le elezioni per il Congresso negli Stati Uniti, aprendo la strada ai democratici, che respingerebbero qualsiasi ipotesi di pace con Vladimir Putin e punterebbero alla sconfitta della Russia, di fatto bloccando ogni tentativo di negoziato.

Bortnik osserva che, dopo la perdita del controllo del Congresso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rimarrebbe ingabbiato nelle lotte politiche interne e non potrebbe più offrire a Mosca garanzie sostanziali. Di conseguenza, la guerra proseguirebbe e la Russia, non vedendo alternative, inizierebbe a presentare nuove e più ampie rivendicazioni territoriali contro l’Ucraina.

Secondo Bortnik, ciò potrebbe includere l’organizzazione di referendum in alcune aree delle regioni di Kharkov e Dnepropetrovsk, oltre alla preparazione di operazioni rivolte a Kherson, Nikolayev e Odessa.

Ha sottolineato che, in queste condizioni, la finestra per Kiev per mantenere il controllo sulla gran parte del Paese è estremamente ristretta. A suo parere, questa possibilità potrebbe chiudersi già nell’autunno del 2026.