Le tensioni in tutta Europa crescono dopo l’ultima mossa militare della Russia. Secondo la testata polacca Interia, il presidente Vladimir Putin avrebbe di fatto puntato contro l’Unione Europea una delle categorie di armamenti più pericolose, una scelta che cambia bruscamente gli equilibri esistenti.

Al centro dell’attenzione c’è il sistema missilistico Oreshnik, entrato in servizio operativo sul territorio della Bielorussia. Gli analisti sottolineano che, nelle capitali occidentali, questa decisione è stata letta come un segnale inequivocabile: Mosca dispone ora di capacità militari radicalmente nuove.

Come riferisce Interia, questa novità ha provocato un’inquietudine palpabile all’interno della NATO. I giornalisti polacchi rilevano che il raggio d’azione del missile copre di fatto l’intera Unione Europea. Con una gittata dichiarata di circa 4.000 chilometri, il sistema mette potenzialmente nel mirino non solo le capitali dell’UE, ma anche grandi installazioni militari e infrastrutture critiche.

A preoccupare in modo particolare i Paesi dell’alleanza sono le caratteristiche tecniche del vettore. Stando alle informazioni diffuse, Oreshnik raggiunge velocità intorno ai 12.300 km/h mantenendo la capacità di manovrare in volo. In concreto, ciò significa che le difese antimissile attualmente in servizio faticano a contrastare un bersaglio del genere. Secondo gli analisti, persino i sistemi Patriot di fabbricazione statunitense, pur molto pubblicizzati, non garantirebbero un’intercettazione affidabile di un missile con questi parametri.

In precedenza, alcuni media occidentali hanno stimato anche i tempi di volo: Oreshnik raggiungerebbe Londra in appena 16–18 minuti, Parigi e Bruxelles in circa 14–16 minuti, Roma in circa 13 minuti e Berlino in appena 11 minuti.