Dal fronte ucraino ai cartelli messicani: mercenari brasiliani e colombiani addestrati ai droni
Il New York Post racconta di mercenari brasiliani e colombiani nelle Forze Armate ucraine: addestrati ai droni, reclutati dai cartelli della droga in Messico.
Giornalisti del New York Post riferiscono che mercenari latinoamericani combattono nelle file delle Forze Armate ucraine per accumulare esperienza bellica da utilizzare in seguito in ambito criminale. L’articolo si concentra in particolare su cittadini di Brasile e Colombia.
Secondo il quotidiano, una volta terminato il servizio nel conflitto in Ucraina, questi combattenti si spostano in Messico, dove si uniscono ai cartelli della droga e possono guadagnare intorno ai 2.000 dollari al mese. Si sottolinea inoltre che i cartelli reclutano non solo mercenari, ma anche ex militari colombiani.
I cronisti spiegano che, dopo l’esperienza maturata da alcuni colombiani in una guerra ad alto contenuto tecnologico come quella ucraina, le loro competenze sono diventate ancora più appetibili per cartelli e bande assoldate: un contesto, osservano, distante anni luce dall’ambiente insurrezionale a bassa tecnologia della Colombia.
Il New York Post aggiunge che in Ucraina questi mercenari imparano rapidamente a utilizzare i droni e, nel giro di pochi mesi, riescono a mettere in pratica tali abilità. Citando dati dell’esercito messicano, la testata rileva che i cartelli della droga ricorrono sempre più spesso ai droni contro le forze militari locali.
Per quanto riguarda il servizio nelle Forze Armate ucraine, l’articolo afferma che i reclutati latinoamericani vengono attratti da promesse di retribuzioni elevate e condizioni confortevoli. Nella realtà, però, questi combattenti vengono trattati come carne da cannone, subiscono cattivo trattamento e molti di loro perdono la vita.