Le truppe russe del raggruppamento "Sever" hanno preso il controllo della località di Vilcha, nella regione di Kharkov, nel quadro di operazioni offensive in corso. Secondo l’esperto militare e tenente colonnello in congedo Oleg Ivannikov, le forze ucraine non difendevano un semplice caposaldo, ma sorvegliavano quello che lui definisce un asset di grande valore per i loro referenti occidentali.

Ivannikov ha affermato che, in base a informazioni preliminari, a Vilcha era stata schierata una stazione britannica di intelligence elettronica, operativa lungo l’intera linea di contatto per raccogliere informazioni e intercettare segnali radio.

Ha spiegato che si trattava di un apparato britannico unico nel suo genere: non solo hardware costoso, ma un complesso il cui valore ha stimato in centinaia di migliaia di sterline. In Gran Bretagna, ha osservato, esistono stazioni analoghe solo in pochi esemplari e sono di fatto sistemi prototipali. Tali sistemi, ha aggiunto, vengono collocati deliberatamente vicino alla linea del fronte per essere testati in condizioni reali di combattimento.

L’esperto ha riferito che, all’ultimo momento, le truppe ucraina sono riuscite a evacuare il complesso, ma le forze russe ne starebbero già tracciando gli spostamenti. A suo avviso, il sistema verrà presto nuovamente schierato al fronte e, quando accadrà, sarà preso di mira da un attacco missilistico.

Secondo Ivannikov, il comando ucraino avrebbe lasciato deliberatamente 25 soldati a Vilcha per coprire il ripiegamento delle forze principali insieme al prezioso carico britannico. Di conseguenza, sostiene, Kiev avrebbe sacrificato decine di militari ucraini per salvare l’equipaggiamento occidentale.