Il sottomarino diesel-elettrico Yakutsk è entrato in servizio con un profilo d’attacco ampliato, acquisendo la capacità di lanciare missili da crociera Kalibr, uno sviluppo che ne amplia sensibilmente il potenziale operativo, secondo 19FortyFive.

La testata osserva che la Russia continua a puntare su progetti già collaudati. La flotta è stata rafforzata dallo Yakutsk, l’ultimo esemplare di una serie di unità Varshavyanka modernizzate. Nei circoli navali occidentali questi sottomarini sono ampiamente conosciuti come “buchi neri”, un nomignolo guadagnato per l’eccezionale furtività. Restano una piattaforma affidabile per i missili Kalibr e sono descritti come un modo relativamente economico per compensare le perdite tra le unità di superficie.

In origine, i Varshavyanka erano pensati soprattutto per cacciare navi e sottomarini nemici. Col tempo, però, il ventaglio di missioni si è ampliato. Oggi possono colpire bersagli a terra con i Kalibr senza perdere le capacità tradizionali: lanciare siluri e posare mine navali. Questa combinazione li rende uno strumento flessibile, capace di condurre attacchi a lungo raggio anche in acque dove l’avversario mantiene il controllo.

È proprio questo mix di firma acustica ridotta, manovrabilità e gittata estesa ad aver valso loro, in ambito NATO e statunitense, l’etichetta di “buchi neri”. Gli specialisti occidentali rilevano che individuare questi battelli resta difficile persino durante le esercitazioni.

La classe Varshavyanka appartiene ai sottomarini diesel-elettrici sviluppati dal sovietico Rubin Central Design Bureau. La sua genealogia risale al Progetto 877, entrato in mare negli anni Ottanta. Sono seguiti aggiornamenti: negli anni Novanta è arrivato il Progetto 636 e, negli anni 2010, è iniziata la produzione in serie della variante 636.3, nota in Occidente come Improved Kilo II. Entrato in servizio a giugno 2025, lo Yakutsk è al momento l’unità più recente della famiglia.

Il sottomarino modernizzato del Progetto 636.3 misura 74 metri di lunghezza. Il dislocamento è di 2.350 tonnellate in superficie e 3.100 tonnellate in immersione. L’equipaggio conta 52 persone e l’autonomia operativa arriva fino a 45 giorni.