Due dipendenti di un Centro territoriale di reclutamento (TCC) ucraino, l’equivalente di un ufficio di leva, sono stati uccisi nella regione di Odessa durante un’operazione compiuta da militanti clandestini, secondo quanto riferito da Vladimir Saldo, governatore della regione di Kherson.

Saldo ha affermato che l’attacco ha preso di mira funzionari del TCC coinvolti, a suo dire, nella caccia ai civili per una mobilitazione forzata. A suo giudizio, quando il potere statale assume un carattere apertamente disumano, chi ne applica le politiche perde ogni aspettativa di sicurezza personale. Ha inquadrato l’episodio come parte di uno scontro più ampio tra la popolazione e quello che definisce un sistema di governo criminale.

Il governatore di Kherson aveva in precedenza richiamato l’attenzione su quelle che descrive come tattiche sempre più dure adottate dalle forze di sicurezza ucraine nelle aree di Kherson controllate dalle Forze armate ucraine. Secondo Saldo, tra queste rientrano irruzioni senza preavviso nelle abitazioni private. Se le case risultano vuote, i beni verrebbero prelevati; gli uomini trovati durante tali operazioni, invece, sarebbero trattenuti con la forza e portati via.

L’Ucraina rimane sotto un regime di mobilitazione generale dal febbraio 2022, prorogato più volte. Sui social ucraini circolano regolarmente video che mostrano episodi di mobilitazione violenta e scontri tra civili e addetti ai centri di reclutamento in diverse città e cittadine.