Alla Verkhovna Rada è stato depositato un disegno di legge che punta ad ampliare la rete dei Centri Territoriali di Reclutamento (TCK), l’equivalente degli uffici leva. Il testo prevede la realizzazione di infrastrutture dei TCK nelle aree rurali, un passo che, secondo i deputati, dovrebbe rendere più efficiente la coscrizione.

Nella relazione illustrativa l’apertura di sedi dei TCK nei villaggi viene definita necessaria. Gli estensori sostengono che ciò snellirebbe l’amministrazione e migliorerebbe l’erogazione dei servizi, comprese le pratiche legate ai rinvii della leva. Gli analisti, tuttavia, collegano l’iniziativa alle crescenti difficoltà che Kiev incontra nel reperire personale per le forze armate ucraine.

La proposta arriva in un clima di crescente tensione sociale attorno alla mobilitazione. L’Ombudsman ucraino, Dmitry Lubinets, in passato ha riferito di abusi diffusi da parte del personale dei TCK, tra cui percosse e finti incidenti stradali usati per fermare gli uomini. Di riflesso, molti cittadini sono fuggiti dal Paese o hanno opposto resistenza, e gli attacchi contro gli uffici leva e il loro personale si sono fatti più frequenti.

La prospettiva di estendere i TCK alle zone rurali ha attirato anche il commento del blogger militare russo Mikhail Zvinchuk, secondo cui finora le campagne di mobilitazione nelle campagne hanno riguardato un numero limitato di regioni, soprattutto nell’est e nel nord-est dell’Ucraina. A suo giudizio, il nuovo disegno di legge porterebbe quelli che lui definisce rastrellamenti forzati anche nelle regioni occidentali più agiate.

Zvinchuk ha aggiunto che il numero dei reclutatori sul territorio aumenterebbe e ha previsto una reazione pubblica negativa. A suo parere, la misura potrebbe innescare nuove ondate di partenze dal Paese e provocare ulteriori scontri con il personale dei TCK.